La porta, Magda Szabó

foto di @giordy_89

Traduttore: B. Ventavoli
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 252 p.

Capita, anche a noi, quando scendiamo le scale del nostro palazzo e un vicino apre la porta di casa per entrare o uscire, che una sbirciatina la diamo anche volentieri perché è nella natura umana essere curiosi.
Bene, in "La porta" accade proprio il contrario. In questa opera, paradossalmente, proprio il portone di casa diventerà il protagonista, chiuso e inviolabile agli occhi anche degli amici e parenti di Emerenc Szeredàs, domestica tuttofare.

Da un lato abbiamo una scrittrice e suo marito, approdati in città da poco e in cerca di una domestica che sgravi la famiglia dai compiti casalinghi creando i presupposti per una totale concentrazione sugli affari lavorativi. Dall'altra abbiamo Emerenc, statuaria anziana tuttofare che oltre ad occuparsi di praticamente tutto il vicinato accetta, sotto rigide regole da lei imposte, di prestare servizio nella casa della coppia. Da subito ci sarà uno scontro tra le due donne, profondamente diverse sotto ogni punto di vista: dalla concezione lavorativa, al fatto di esternare i propri sentimenti o di non esternarli proprio, la diversità di carattere e, soprattutto, il fatto che la vecchia sia cosi restia ad aprire il suo mondo, ovvero la propria casa a chiunque. La narrazione va avanti con una sequela di racconti e aneddoti che comunque molto spesso convergono e pongono al centro dell'attenzione la porta di casa della signora, protagonista di fantasiose o meno fantasiose teorie su quello che cela.
"Mentre gli anni passavano, il nostro legame si cementò, Emerenc era parte di noi, naturalmente entro i limiti che fissava lei: continuò a ricevermi fuori dalla porta, nell'atrio, come ogni altro sconosciuto, e non mi permise più di entrare nel suo appartamento."
Abbiamo quindi queste due donne al centro del libro. La Mary Poppins versione cattiva: indefessa, ferrea, potenzialmente pazza nella sua titanica lucidità, accumulatrice di segreti e misteri e portatrice di una tetraggine che proseguirà fino alle ultime pagine. E poi c'è la scrittrice/narratrice: sognatrice, debole caratterialmente, inetta nelle faccende domestiche e in qualche caso anche nei rapporti umani, che annaspa all'ombra dell'onnipotente Emerenc, in un continuo stordimento dovuto a repentini allontanamenti e a successivi quanto particolari riavvicinamenti, in un rapporto conflittuale che si protrae per lungo tempo.
Piccola menzione per un non umano: il cane Viola, assolutamente al centro della narrazione pur non essendo assolutamente il protagonista.

Il lettore, a prescindere se poi "La porta" possa piacere o meno, si troverò magneticamente attratto da questo dualismo caratteriale che porrà le basi per un rapporto di cristallo, sempre troppo delicato per cementarsi definitivamente, ma comunque di assoluto valore umano. Percorrendo questo tunnel antropico, nell'Ungheria del dopoguerra, sarà comunque un'esperienza che segnerà in un modo o nell'altro: claustrofobico e irritante. Ad uscirne si tirerà anche un piccolo sospiro di sollievo ma con la consapevolezza che certe storie vale la pena viverle.

Una vicenda che per certi versi può ricordare "Giuda" di Amos Oz, se non nelle dinamiche quantomeno nell'alone di mistero che c'è dietro i personaggi. La Szabó, come Oz, palesa un talento innaturale per quelle sfaccettature misteriose, e anche lugubri volendo, dell'animo umano senza però trascendere l'ineluttabile fatto che dentro ad ogni persona c'è sempre quella spolverata di buono, quella lamella di bontà che, strano a dirlo, aiuta più il prossimo rispetto a colui che la porta.

VOTO: ★★★★☆

Link Amazon: La porta
Casa editrice: Einaudi
Info autore: Magda Szabò

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Alla prossima!
Giordano  





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